Desistenza Terapeutica Italia - Associazione Italiana per le Decisioni di Fine Vita

Vai ai contenuti

Menu principale:

Con desistenza terapeutica si intende l'atteggiamento terapeutico con il quale il medico desiste dalle terapie futili ed inutili. La desistenza terapeutica è un concetto che proviene dall'ambito medico dell'anestesia-rianimazione e si applica nei confronti dei pazienti malati terminali. La desistenza terapeutica ha la sua base nel concetto di accompagnamento alla morte secondo dei criteri bioetici e di deontologia medica già stabiliti. La desistenza terapeutica non ha niente a che fare con l'eutanasia, da cui anzi prende le distanze, e vuole combattere l'accanimento terapeutico.
Il termine desistenza terapeutica è entrato anche a far parte delle voci dell'enciclopedia Wikipedia.

L'Associazione Italiana per le Decisioni di Fine vita è preoccupata per il fatto che ieri alla Camera fossero presenti pochissimi parlamentari in occasione della discussione del progetto di legge sulle Dichiarazioni anticipate di trattamento. AIDeF si augura inoltre che questo non sia un chiaro segnale per quanto riguarda l'iter del progetto di legge stesso.
Il dott. Samueli, Presidente AIDeF, coglie l'occasione per ringraziare il "Comitato Padova per la Costituzione" per l'ottima riuscita dell'evento. In tale occasione ha affrontato il tema del cosiddetto accanimento terapeutico e qui di seguito si trova il video del suo intervento.

L'Associazione Italiana per le Decisioni di Fine vita ha il piacere d'informare che nelle migliori librerie e negli store online è disponibile il libro di Samueli-Ferro dal titolo "La desistenza terapeutica. Il nuovo approccio al fine vita" che affronta il tema dell'accompagnamento del malato terminale.

Il Dott. Cristiano Samueli al convegno di Mestre "Diritti civili e Testamento biologico" del 26.04.2013
L'autrice Cristina Ferro alla presentazione del libro all'Ist. Cavanis di Venezia il 13.03.2013

Da Londra: "Basta curare i malati teminali"

Londra 28 settembre 2011 (LA STAMPA) - Spaventati dalla spirale fuori controllo dei costi per la cura dei tumori un gruppo di 37 studiosi di tutto il mondo guidati dal professor Richard Sullivan del King s College di Londra ha pubblicato su «Lancet Oncology» i risultati di una ricerca di dodici mesi che sta agitando la comunità scientifica internazionale. (CONTINUA)

Si può non soffrire, e non farsi uccidere
da IL GAZZETTINO

Martedì 29 Settembre 2009 - "C'è chi muore nella totale disperazione per colpa di un vuoto informativo che lascia i cittadini nella totale inconsapevolezza sulla possibilità di andare incontro alla morte senza soffrire e senza farsi uccidere". Cristiano Samueli, medico, presidente dell'Associazione italiana per le decisioni di fine vita - che da più di un anno ha messo in rete un sito sulla desistenza terapeutica (www.desistenzaterapeutica.it) - prende le distanze da due temi innanzitutto: da una parte l'accanimento terapeutico, dall'altra l'eutanasia.

Ogni medico deve sempre "prendersi cura" del paziente\'bb
da IL GAZZETTINO

8 novembre 2011 - “Spesso, troppo spesso, nell’affrontare la questione eutanasia ci si dimentica di due elementi fondamentali: il primo è il diritto di autodeterminazione del malato, e quindi la sua libertà; e il secondo e assolutamente non meno rilevante, ovvero il diritto e il dovere del medico di seguire il codice deontologico che lo obbliga a perseguire il bene del paziente e a prendersene cura fino alla fine”. Cristiano Samueli, presidente dell’Associazione Italiana per le decisioni di fine vita, (oltre 3 milioni di contatti in 4 anni nel sito www.desistenzaterapeutica.it), inizia l’esplorazione del sondaggio con un approccio critico «L’eutanasia non è un suicidio che per definizione si compie autonomamente: è un passo che richiede l’intervento di due figure: il paziente e il medico”. (CONTINUA)

"Il malato terminale è un malato come tutti gli altri"
da IL GAZZETTINO

Venezia 17.05.2012 - "Il malato terminale è un malato come tutti gli altri e come dice il codice medico ogni malato deve essere assistito con la terapia appropriata alla propria patologia - spiega it dottor Cristiano Samueli, Associazione italiana per le decisioni del Fine Vita - Ci sono malati inguaribili, ma non pazienti incurabili: concordo che le terapie non devono creare accanimento. Ma il discorso che le cure costino deve essere superato: prima viene il malato, che è un cittadino debole, indifeso e a questi cittadini vanno date tutte le risorse possibili. Samueli è deciso: "Non si devono valutare i costi ma l'essere umano, inteso come colui che soffre e la sua famiglia". (CONTINUA)


"Testamento biologico, pronti a ricorrere alla Corte"
da LA NUOVA VENEZIA

Mestre 07 marzo 2011 - Dall'associazione italiana per le decisioni di fine vita giunge una richiesta di modifica al decreto legge "Calabrò" sul testamento biologico che oggi torna alla Camera. A presiederla e un medico mestrino, il dottor Cristiano Samueli, medico di base a Murano ma attivo a livello nazionale sul fronte della desistenza terapeutica, pratica che si oppone con forza a eutanasia e accanimento terapeutico.  (CONTINUA)


Gli articoli ed i documenti sul testamento biologico precedentemente pubblicati si trovano alla pagina sull'Iter parlamentare e negli Interventi e commenti

da sin: il compianto Maurizio Bortali, Beppino Englaro, Cristiano Samueli


SOSTIENI L’ATTIVITA’ DELL’ASSOCIAZIONE. DIVENTA SOCIO AIDeF


Da anni continuamo la battaglia per il riconoscimento dei diritti civili ed umani legati al fine vita.
Abbiamo organizzato e partecipato ad eventi di carattere nazionale sul testamento biologico, abbiamo dato il nostro contributo come responsabili scientifici alla raccolta delle sottoscrizioni per i registri dei testamenti biologici, abbiamo costruito ed aggiorniamo un sito web che è diventato il punto di riferimento nazionale per le problematiche di fine vita ma soprattutto stiamo portando avanti la difficile lotta per il riconoscimento completo che l'unico modo per affrontare il calvario del malato terminale è legato al suo accompagnamento ed alla desistenza terapeutica.

Noi ci diamo da fare. Sicuramente abbiamo bisogno di una mano.

Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto; perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto. Chi tra di voi al figlio che gli chiede un pane darà una pietra? O se gli chiede un pesce, darà una serpe? Se voi dunque che siete cattivi sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele domandano! (Vangelo secondo matteo 7, 7-11)

Torna ai contenuti | Torna al menu