Menu principale:
Con desistenza terapeutica si intende l'atteggiamento terapeutico con il quale il medico desiste dalle terapie futili ed inutili. La desistenza terapeutica è un concetto che proviene dall'ambito medico dell' anestesia-rianimazione e si applica nei confronti dei pazienti malati terminali. La desistenza terapeutica ha la sua base nel concetto di accompagnamento alla morte secondo dei criteri bioetici e di deontologia medica già stabiliti. La desistenza terapeutica non ha niente a che fare con l'eutanasia, da cui anzi prende le distanze, e vuole combattere l'accanimento terapeutico.
Il termine desistenza terapeutica è entrato anche a far parte delle voci dell'enciclopedia Wikipedia.
da sin: Maurizio Bortali, Beppino Englaro, Cristiano Samueli
Di seguito si riporta il comunicato stampa del Dott. Guido Bertolini dell'Istituto Mario Negri che ha curato il primo ed unico studio italiano sulla realtà della desistenza terapeutica in Italia.
------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
La desistenza terapeutica non è eutanasia: evitiamo confusioni!
In queste ore si è riacceso il dibattito attorno al delicato tema del fine-vita, in seguito all'iniziativa del partito Radicale di avviare un'iniziativa popolare per legalizzare l'eutanasia e il testamento biologico. In questo contesto si è fatto esplicito riferimento ad uno studio sulle modalità di assistenza di fine-vita in 84 reparti di Terapia Intensiva italiani, condotto dal gruppo GiViTI, coordinato dall'Istituto Mario Negri, nel 2005. Purtroppo, tuttavia, i dati di quella importante ricerca sono stati riportati in maniera distorta e scorretta, travisando completamente la loro portata e il loro significato. Cerchiamo quindi di fare un po' di chiarezza.
In terapia intensiva vengono primariamente ricoverati pazienti che hanno perso una o più funzioni vitali, e che quindi sarebbero destinati a morire nel giro di poche ore o giorni. Su questi pazienti l'obiettivo dell'intensivista è di sostenere le funzioni vitali, soprattutto quelle respiratoria e cardiocircolatoria, per guadagnare tempo mentre si cerca di curare la malattia di base. Questa strategia funziona circa 8 volte su 10, consentendo quindi di salvare l'80% di pazienti che sarebbero altrimenti deceduti. Nel restante 20%, tuttavia, la malattia di base non risulta più curabile e ciò rende la sostituzione delle funzioni vitali progressivamente inefficace o futile, fino a constatarne il sicuro insuccesso. In queste circostanze il processo di morte diviene inarrestabile e i trattamenti intensivi hanno l'unico effetto di prolungare, di giorni o settimane, l'agonia del paziente. Diviene allora doveroso desistere dalle cure massimali e mettere in atto quegli interventi, come il controllo del dolore, ma anche il sostegno psicologico e sociale ai parenti, che sono dovuti ai malati nell'ultima fase della vita (la cosiddetta terapia palliativa). Continuare a trattare un paziente pur sapendo che per lui determinate cure sono futili è contrario alla dignità dell'individuo, come sancito dai principi bioetici di beneficenza e di non-maleficenza. Porre limiti ai trattamenti intensivi, cioè a manovre abitualmente attuate con finalità terapeutica, nei pazienti senza alcuna speranza di sopravvivenza è infatti in linea con i più autorevoli documenti in materia, dalla Convenzione di Oviedo al Codice di Deontologia Medica ai documenti del Comitato Nazionale di Bioetica e delle Società Scientifiche nazionali e internazionali, nonché con il Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica e i pronunciamenti delle varie Confessioni cristiane, per fare solo alcuni significativi esempi. La ricerca del GiViTI ha mostrato che nel 62% dei decessi avvenuti in Terapia Intensiva, la morte è stata preceduta da una qualche forma di limitazione terapeutica, dopo che è stata verificata l'inefficacia delle cure.
In questo senso, è frutto di ignoranza, di superficialità o peggio di malafede porre sullo stesso piano l'eutanasia e la desistenza da cure inappropriate per eccesso, come purtroppo si è visto fare in queste ore. Questa campagna di grave disinformazione non solo è lesiva di un comportamento virtuoso da parte di tanti medici intensivisti, ma impedisce lo sviluppo di una corretta discussione su temi tanto delicati e sensibili all'interno della società civile.
L'autrice Cristina Ferro alla presentazione del libro all'Ist. Cavanis di Venezia il 13.03.2013
Il Dott. Cristiano Samueli al convegno di Mestre "Diritti civili e Testamento biologico" del 26.04.2013
L'Associazione Italiana per le Decisioni di Fine vita ha il piacere d'informare che nelle migliori librerie e negli store online è disponibile il nuovo libro di Samueli-Ferro dal titolo "La desistenza terapeutica. Il nuovo approccio al fine vita" che affronta il tema dell'accompagnamento del malato terminale. Il ricavato sarà devoluto all'Hospice Nazareth di Mestre.
ULTIMI VIDEO SUL FINE VITA REALIZZATI DA AIDEF
Spinea 24.11.2012 - Video del dibattito: Il Idiritto di scelta nelle decisioni di fine vita
Intervengono: BEPPINO ENGLARO, DINO PISTOLATO, CRISTIANO SAMUELI
Intervengono: BEPPINO ENGLARO, CRISTIANO SAMUELI
Intervengono: SIMONE BIZIATO, DIEGO CRIVELLARI, CRISTIANO SAMUELI, ANGELO SIVIER
Eventi a cui ha partecipato AIDeF nel 2011
"Il malato terminale è un malato come tutti gli altri"
da IL GAZZETTINO
Venezia 17.05.2012 - "Il malato terminale è un malato come tutti gli altri e come dice il codice medico ogni malato deve essere assistito con la terapia appropriata alla propria patologia - spiega it dottor Cristiano Samueli, Associazione italiana per le decisioni del Fine Vita - Ci sono malati inguaribili, ma non pazienti incurabili: concordo che le terapie non devono creare accanimento. Ma il discorso che le cure costino deve essere superato: prima viene il malato, che è un cittadino debole, indifeso e a questi cittadini vanno date tutte le risorse possibili. Samueli è deciso: "Non si devono valutare i costi ma l'essere umano, inteso come colui che soffre e la sua famiglia". (CONTINUA)
«Ogni medico deve sempre "prendersi cura" del paziente»
da IL GAZZETTINO
8 novembre 2011 - “Spesso, troppo spesso, nell’affrontare la questione eutanasia ci si dimentica di due elementi fondamentali: il primo è il diritto di autodeterminazione del malato, e quindi la sua libertà; e il secondo e assolutamente non meno rilevante, ovvero il diritto e il dovere del medico di seguire il codice deontologico che lo obbliga a perseguire il bene del paziente e a prendersene cura fino alla fine”. Cristiano Samueli, presidente dell’Associazione Italiana per le decisioni di fine vita, (oltre 3 milioni di contatti in 4 anni nel sito www.desistenzaterapeutica.it), inizia l’esplorazione del sondaggio con un approccio critico «L’eutanasia non è un suicidio che per definizione si compie autonomamente: è un passo che richiede l’intervento di due figure: il paziente e il medico”. (CONTINUA)
Da Londra: "Basta curare i malati teminali"
Londra 28 settembre 2011 (LA STAMPA) - Spaventati dalla spirale fuori controllo dei costi per la cura dei tumori un gruppo di 37 studiosi di tutto il mondo guidati dal professor Richard Sullivan del King s College di Londra ha pubblicato su «Lancet Oncology» i risultati di una ricerca di dodici mesi che sta agitando la comunità scientifica internazionale. (CONTINUA)
"Testamento biologico, pronti a ricorrere alla Corte"
da LA NUOVA VENEZIA
Mestre 07 marzo 2011 - Dall'associazione italiana per le decisioni di fine vita giunge una richiesta di modifica al decreto legge "Calabrò" sul testamento biologico che oggi torna alla Camera. A presiederla e un medico mestrino, il dottor Cristiano Samueli, medico di base a Murano ma attivo a livello nazionale sul fronte della desistenza terapeutica, pratica che si oppone con forza a eutanasia e accanimento terapeutico. (CONTINUA)
Si può non soffrire, e non farsi uccidere
da IL GAZZETTINO
Martedì 29 Settembre 2009 - "C'è chi muore nella totale disperazione per colpa di un vuoto informativo che lascia i cittadini nella totale inconsapevolezza sulla possibilità di andare incontro alla morte senza soffrire e senza farsi uccidere". Cristiano Samueli, medico, presidente dell'Associazione italiana per le decisioni di fine vita - che da più di un anno ha messo in rete un sito sulla desistenza terapeutica (www.desistenzaterapeutica.it) - prende le distanze da due temi innanzitutto: da una parte l'accanimento terapeutico, dall'altra l'eutanasia.
Gli articoli ed i documenti sul testamento biologico precedentemente pubblicati si trovano alla pagina sull' Iter parlamentare e negli Interventi e commenti
CONTINUA L'APPELLO ALLA COMUNITA' SCIENTIFICA
I MEDICI ED I CITTADINI DICONO:
LA LEGGE SUL TESTAMENTO BIOLOGICO NON PUO' CONTENERE UN PREGIUDIZIO ANTISCIENTIFICO NE' ESSERE IN CONTRASTO CON IL CODICE DI DEONTOLOGIA MEDICA
per aderire al documento cliccare qui. Sottoscrivi anche su Facebook
ad oggi hanno sottoscritto 492 medici, 723 cittadini e 1 Società Scientifica
superate 3200 sottoscrizioni su Facebook!
interviste in merito all'appello ne
Il Gazzettino al dott. Davide Mazzon
La Nuova Venezia al dott. Cristiano Samueli
Ringraziamo i siti che stanno diffondendo l'appello:
MicroMega, Associazione Luca Coscioni, RadioeLLeuno, La Voce d'Italia, SIQuAS-VRQ,
ed i blog La Torre della Rosa d'Argento, Doppiocieco, il Cannocchiale, InforMarmY.com
Martedì 12 luglio 2011 alla Camera è stata approvata la proposta di legge sul cosiddetto "testamento biologico" (Atto Camera n. 2350 "Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento"). Riteniamo che questa sia una legge anticostituzionale, antideontologica e antiscientifica che priva i cittadini della libertà di scegliere a quali cure essere sottoposti, priva di valore le direttive anticipate in condizioni di emergenza/urgenza e rende obbligatoria la nutrizione artificiale, non più considerata un trattamento sanitario.
Per questo sul sito www.desistenzaterapeutica.it continua la raccolta delle sottoscrizioni.
SOTTOSCRIVI ANCHE TU!
20.02.2011 - Da oggi la campagna "Io non costringo, curo" e l'"Appello dei medici e degli operatori sanitari per la libertà di scelta sul testamento biologico", promossi da Fp-Cgil e Fp-Cgil Medici, si congiungono con i due appelli promossi da "Desistenza Terapeutica": quello dei medici, primo firmatario il Dott. Davide Mazzon, Direttore UO Anestesia e Rianimazione Dipartimento "Discipline Chirurgiche" Ospedale di Belluno, e quello dei professori di diritto civile.
Un fatto positivo, che permette di unire le forze in campo in una battaglia di civiltà, che per essere vinta ha bisogno di tutti coloro che credono nella libertà di scelta della persona.
Martedì 28 Aprile 2009
Il sito www.desistenzaterapeutica.it ringrazia il dott. Adriano Favaro de Il Gazzettino per la possibilità che ha dato al dott. Cristiano Samueli, Presidente AIDeF, di divulgare il concetto di desistenza terapeutica. Inoltre è stato intervistato anche il dott. Luciano Orsi, responsabile dell'unità di cure palliative di Crema e sono stati pubblicati stralci di articoli del nostro sito.
Eutanasia, a Nordest 6 su 10 sono per il sì
da Il Gazzettino
Di fronte alla domanda riguardante la scelta di morire, la mia prima considerazione è stata se coloro che hanno risposto fossero davvero coscienti di cosa andavano ad affermare. Questo perché la domanda suscita già una prima perplessità dato che non possono essere le persone a praticare l'eutanasia poiché altrimenti si tratterebbe di suicidio. D'altra parte con eutanasia non si può unicamente intendere il porre termine alla vita di un malato incurabile. Ecco che allora sorge il problema di definire il termine eutanasia...
di Cristiano Samueli
Nutrizione ed idratazione artificiale nelle Cure Palliative: tra Necessità e Limiti Etici
Pubblichiamo il documento che il Dott. Giorgio Capuano, Responsabile Servizio di Nutrizione Clinica Ospedale San Pietro Fatebenefratelli Roma, Membro della SINPE (Società Italiana di Nutrizione Artificiale e Metabolismo) e Membro dell'ESPEN (Società Europea di Nutrizione Artificiale e Metabolismo) ha presentato al Convegno che si è tenuto a Selinunte a maggio 2009 sulle cure palliative. E' interessante perché contiene alcuni spunti di riflessione su "alimentazione" e "nutrizione".
3.100.000!!!
il giorno 12 luglio 2011 il sito www.desistenzaterapeutica.it ha superato 3.100.000 contatti.
GRAZIE!
Desistenza terapeutica
da UNA CITTÀ n. 163 / marzo 2009
I due pilastri del rapporto medico-paziente, consenso informato e legittimo rifiuto delle cure; l’assurdità di non voler considerare l’alimentazione artificiale un trattamento medico; la piccola rivoluzione che sta interessando tanti reparti di rianimazione, in via di apertura verso l’esterno. Intervista a Davide Mazzon.
Davide Mazzon è Direttore dell’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione e del Dipartimento Chirurgico dell’Ospedale di Belluno. Ha coordinato la Commissione di Bioetica della Società Italiana di Anestesia Analgesia Rianimazione e Terapia Intensiva ed è membro del Comitato per la Bioetica della Regione Veneto.
Nei paesi laici
da UNA CITTÀ n. 163 / marzo 2009
Un ddl così antilibertario e, di fatto, discriminatorio, da far pensare: meglio nessuna legge che una cattiva legge; un malinteso principio di beneficienza che si vorrebbe far prevalere sul principio di autonomia; una cultura clericale, in cui si è portati a chiedere concessioni invece che a pretendere diritti. Intervista a Valerio Pocar.
Valerio Pocar, membro della Consulta di Bioetica, è docente di Sociologia del diritto e di Bioetica all’Università di Milano Bicocca.
Il bene del paziente
da UNA CITTÀ n. 163 / marzo 2009
Lo stato vegetativo persistente, un esito mai voluto dalla medicina, che chiede all’etica un aiuto, una via d’uscita. Il rischio che nutrizione e idratazione artificiali siano imposte anche ai malati terminali, prolungandone l’agonia. La sfida futura delle cure palliative saranno le malattie non oncologiche. Intervista a Luciano Orsi.
Luciano Orsi, anestesista rianimatore, membro della Consulta di Bioetica, docente presso la Scuola Italiana di Medicina Palliativa (Simpa), è responsabile della Rete Cure Palliative e dell’Unità Operativa Cure Palliative dell’Ospedale di Crema.
SOSTIENI L’ATTIVITA’ DELL’ASSOCIAZIONE. DIVENTA SOCIO AIDeF
Da anni continuamo la battaglia per il riconoscimento dei diritti civili ed umani legati al fine vita.
Abbiamo organizzato e partecipato ad eventi di carattere nazionale sul testamento biologico, abbiamo dato il nostro contributo come responsabili scientifici alla raccolta delle sottoscrizioni per i registri dei testamenti biologici, abbiamo costruito ed aggiorniamo un sito web che è diventato il punto di riferimento nazionale per le problematiche di fine vita ma soprattutto stiamo portando avanti la difficile lotta per il riconoscimento completo che l'unico modo per affrontare il calvario del malato terminale è legato al suo accompagnamento ed alla desistenza terapeutica.
Noi ci diamo da fare. Sicuramente abbiamo bisogno di una mano.
AIDeF in collaborazione con il sito www.desistenzaterapeutica.it ha creato un NETWORK in cui far girare le informazioni riguardanti le problematiche di fine vita come documenti, interventi specifici o eventi organizzati.
Chiunque desideri farne parte clicchi qui.
Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto; perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto. Chi tra di voi al figlio che gli chiede un pane darà una pietra? O se gli chiede un pesce, darà una serpe? Se voi dunque che siete cattivi sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele domandano! (Vangelo secondo matteo 7, 7-11)