Desistenza Terapeutica Italia - Associazione Italiana per le Decisioni di Fine Vita

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Con desistenza terapeutica si intende l'atteggiamento terapeutico con il quale il medico desiste dalle terapie futili ed inutili. La desistenza terapeutica è un concetto che proviene dall'ambito medico dell'anestesia-rianimazione e si applica nei confronti dei pazienti malati terminali. La desistenza terapeutica ha la sua base nel concetto di accompagnamento alla morte secondo dei criteri bioetici e di deontologia medica già stabiliti. La desistenza terapeutica non ha niente a che fare con l'eutanasia, da cui anzi prende le distanze, e vuole combattere l'accanimento terapeutico.
Il termine desistenza terapeutica è entrato anche a far parte delle voci dell'enciclopedia Wikipedia.

Comunicato Stampa
SOSPENSIONE REGISTRO DAT DEL COMUNE DI VENEZIA
Nel luglio 2013, preceduta da un'importante raccolta firme e dopo numerose audizioni in Commissione consigliare, il Consiglio comunale di Venezia approvò a maggioranza la delibera per l’istituzione del Registro delle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento. Di conseguenza venne conclusa una convenzione con il Consiglio Notarile del Distretto di Venezia che diede la possibilità ad ogni cittadino veneziano di depositare presso questo Servizio del Comune di Venezia il proprio “testamento biologico”. Di questa possibilità ne hanno usufruito numerosi cittadini fino a marzo 2016, periodo in cui è scaduta la convenzione con l’Ordine dei notai e che il Comune non ha in seguito rinnovato. “Visto che da oltre un mese è sospeso questo Servizio – dice la Consigliera comunale Monica Sambo del Partito Democratico - abbiamo fatto un’interrogazione al Sindaco ed all’Assessore per comprendere i motivi alla base del ritardo del rinnovo della convenzione. D’altronde moltissimi cittadini – continua Sambo -  hanno depositato le loro DAT presso questo Servizio del Comune e questo dimostra che è utile alla cittadinanza”. “L’approvazione della delibera riguardante il Registro comunale delle DAT – afferma Cristiano Samueli, Presidente dell’Associazione Italiana per le Decisioni di fine vita - è stato un atto di grande civiltà da parte del Consiglio comunale di Venezia. Ricordo inoltre che questa delibera era stata fortemente voluta da moltissimi cittadini ed Associazioni – continua Samueli – per cui ringrazio la Consigliera Sambo per essersi attivata appena le abbiamo comunicato la sospensione del Servizio”. “Secondo il nostro parere – concludono Sambo e Samueli – questo importante servizio del Comune di Venezia deve continuare ad essere offerto alla cittadinanza e ricevere la pubblicità che merita”.          
Mestre 08/04/2016

AIDeF, nel ringraziare la Consigliera Monica Sambo e gli altri Consiglieri sottoscrittori dell'interrogazione, ricorda che anche grazie alla competente presenza nelle Commissioni consigliari del proprio Presidente dott. Samueli è stato possibile giungere ad un'approvazione serena della delibera del Registro delle DAT da parte del Consiglio Comunale di Venezia.
Si ringraziano inoltre per la visibilità data alla vicenda La Nuova Venezia, Il Gazzettino ed Il Corriere della Sera.

Il presidente dell'Associazione Italiana per le Decisioni di Fine vita, dott. Cristiano Samueli, è voluto intervenire sulla discussione in Parlamento della cosiddetta proposta di legge sull'eutanasia legale. Viene evidenziato il motivo della contrarietà a questa eventuale legge e soprattutto si propone con forza la via dell'accompagnamento. Il presidente si augura che questa sia l'occasione per aprire un dibattito serio e chiarificatore sul tema del fine vita.
Si ringraziano i vari media che stanno pubblicando i suoi articoli o interventi.
Si segnala l'intervista sul tema a Beppino Englaro.

L'Associazione Italiana per le Decisioni di Fine vita ha il piacere d'informare che nelle migliori librerie e negli store online è disponibile il libro di Samueli-Ferro dal titolo "La desistenza terapeutica. Il nuovo approccio al fine vita" che affronta il tema dell'accompagnamento del malato terminale. Il ricavato sarà devoluto all'Hospice Nazareth di Mestre.

L'autrice Cristina Ferro alla presentazione del libro all'Ist. Cavanis di Venezia il 13.03.2013
Il Dott. Cristiano Samueli al convegno di Mestre "Diritti civili e Testamento biologico" del 26.04.2013

Da Londra: "Basta curare i malati teminali"

Londra 28 settembre 2011 (LA STAMPA) - Spaventati dalla spirale fuori controllo dei costi per la cura dei tumori un gruppo di 37 studiosi di tutto il mondo guidati dal professor Richard Sullivan del King s College di Londra ha pubblicato su «Lancet Oncology» i risultati di una ricerca di dodici mesi che sta agitando la comunità scientifica internazionale. (CONTINUA)

Ogni medico deve sempre "prendersi cura" del paziente\'bb
da IL GAZZETTINO

8 novembre 2011 - “Spesso, troppo spesso, nell’affrontare la questione eutanasia ci si dimentica di due elementi fondamentali: il primo è il diritto di autodeterminazione del malato, e quindi la sua libertà; e il secondo e assolutamente non meno rilevante, ovvero il diritto e il dovere del medico di seguire il codice deontologico che lo obbliga a perseguire il bene del paziente e a prendersene cura fino alla fine”. Cristiano Samueli, presidente dell’Associazione Italiana per le decisioni di fine vita, (oltre 3 milioni di contatti in 4 anni nel sito www.desistenzaterapeutica.it), inizia l’esplorazione del sondaggio con un approccio critico «L’eutanasia non è un suicidio che per definizione si compie autonomamente: è un passo che richiede l’intervento di due figure: il paziente e il medico”. (CONTINUA)

"Il malato terminale è un malato come tutti gli altri"
da IL GAZZETTINO

Venezia 17.05.2012 - "Il malato terminale è un malato come tutti gli altri e come dice il codice medico ogni malato deve essere assistito con la terapia appropriata alla propria patologia - spiega it dottor Cristiano Samueli, Associazione italiana per le decisioni del Fine Vita - Ci sono malati inguaribili, ma non pazienti incurabili: concordo che le terapie non devono creare accanimento. Ma il discorso che le cure costino deve essere superato: prima viene il malato, che è un cittadino debole, indifeso e a questi cittadini vanno date tutte le risorse possibili. Samueli è deciso: "Non si devono valutare i costi ma l'essere umano, inteso come colui che soffre e la sua famiglia". (CONTINUA)


"Testamento biologico, pronti a ricorrere alla Corte"
da LA NUOVA VENEZIA

Mestre 07 marzo 2011 - Dall'associazione italiana per le decisioni di fine vita giunge una richiesta di modifica al decreto legge "Calabrò" sul testamento biologico che oggi torna alla Camera. A presiederla e un medico mestrino, il dottor Cristiano Samueli, medico di base a Murano ma attivo a livello nazionale sul fronte della desistenza terapeutica, pratica che si oppone con forza a eutanasia e accanimento terapeutico.  (CONTINUA)

Si può non soffrire, e non farsi uccidere
da IL GAZZETTINO

Martedì 29 Settembre 2009 - "C'è chi muore nella totale disperazione per colpa di un vuoto informativo che lascia i cittadini nella totale inconsapevolezza sulla possibilità di andare incontro alla morte senza soffrire e senza farsi uccidere". Cristiano Samueli, medico, presidente dell'Associazione italiana per le decisioni di fine vita - che da più di un anno ha messo in rete un sito sulla desistenza terapeutica (www.desistenzaterapeutica.it) - prende le distanze da due temi innanzitutto: da una parte l'accanimento terapeutico, dall'altra l'eutanasia.

da sin: il compianto Maurizio Bortali, Beppino Englaro, Cristiano Samueli


Gli articoli ed i documenti sul testamento biologico precedentemente pubblicati si trovano alla pagina sull'Iter parlamentare e negli Interventi e commenti


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Da anni continuamo la battaglia per il riconoscimento dei diritti civili ed umani legati al fine vita.
Abbiamo organizzato e partecipato ad eventi di carattere nazionale sul testamento biologico, abbiamo dato il nostro contributo come responsabili scientifici alla raccolta delle sottoscrizioni per i registri dei testamenti biologici, abbiamo costruito ed aggiorniamo un sito web che è diventato il punto di riferimento nazionale per le problematiche di fine vita ma soprattutto stiamo portando avanti la difficile lotta per il riconoscimento completo che l'unico modo per affrontare il calvario del malato terminale è legato al suo accompagnamento ed alla desistenza terapeutica.

Noi ci diamo da fare. Sicuramente abbiamo bisogno di una mano.

Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto; perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto. Chi tra di voi al figlio che gli chiede un pane darà una pietra? O se gli chiede un pesce, darà una serpe? Se voi dunque che siete cattivi sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele domandano! (Vangelo secondo matteo 7, 7-11)

 
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