Menu principale:
Testamento biologico
Qui si possono trovare articoli, commenti ed interventi che sono giunti al sito www.desistenzaterapeutica.it o al Network di fine vita riguardo alla legislazione sul testamento biologico.
Paolo Ravasin, malato di SLA, si rivolge al Presidente Giorgio Napolitano
Il Senatore Prof. Ignazio R. Marino, Presidente della Commissione d'Inchiesta sul Sistema Sanitario Nazionale, ci segnala il sito www.appellotestamentobiologico.it sul quale sta raccogliendo migliaia di firme con un appello a sostegno del diritto alla libertà di cura. Chiunque di voi lo ritenga valido e condivisibile può aderirvi andando sul sito sopracitato.
Leggi l'appello
Di seguito riportiamo la lettera di ringraziamento che ci è stata inviata:
Carissima/o,
grazie per la tua adesione all'appello per il diritto alla libertà di cura sul sito www.appellotestamentobiologico.it, e grazie perché, anche con il tuo contributo, abbiamo già raggiunto 25.000 firme in soli 9 giorni!
Ho voluto promuovere questa iniziativa perché sono convinto che il paese su molte questioni sia più avanti del Parlamento. In questi anni ho girato l'Italia da Nord a Sud, e la maggior parte delle persone che incontravo mi ripeteva sempre lo stesso concetto: vogliamo essere liberi di scegliere. Per questo, mi sono impegnato con tutto me stesso per far approvare una legge sul testamento biologico, che garantisca il diritto costituzionale per tutti i cittadini alla libertà di cura.
Tuttavia esiste il rischio che il Parlamento voti una legge che impone determinati trattamenti terapeutici, ignorando il diritto alla libertà di scelta. Perciò ti chiedo un ulteriore sforzo per questa importantissima causa: ti chiedo di diffondere il più possibile l'appello, invitando tutti i tuoi contatti a sottoscriverlo. Se riusciremo a raccogliere centinaia di migliaia di adesioni, il Parlamento dovrà ascoltare la nostra opinione, che credo coincida con quella della maggioranza degli italiani. Il paese reale ha le idee chiare sulle questioni della fine della vita: tutti i cittadini ritengono che la decisione debba essere personale, che vogliano utilizzare ogni risorsa della medicina o che intendano accettare la fine naturale della vita.
Ti ringrazio infinitamente e conto su di te per far circolare il più possibile l'appello,
Ignazio Marino
E Marino pronunciò il suo testamento biologico
da Repubblica.it
Con fatica, oggi, in tutti gli interventi, i senatori del Pd hanno cercato di tenere distinti i due piani, il conflitto tra poteri e il caso di Eluana. Il non-voto deciso dal partito e la propria libertà di coscienza. Ignazio Marino, ex presidente della Commissione Sanità del Senato, va al punto: manca la legge sul testamento biologico, "una legge che regoli, se una persona lo vuole e solo se lo vuole, i momenti terminali della propria vita" e che il Parlamento "è incapace di fare da ben tre legislature" mentre negli ospedali i medici di guardia "nel 62 per cento dei casi scelgono in solitudine la desistenza terapeutica ma non lo possono scrivere nella cartella clinica".
Ed è a questo punto che il senatore-chirurgo pronuncia in aula il suo testamento: "Chi di voi ha passato qualche giorno nelle stanze dove vivono le tante Eluane?" chiede. Segue la lista degli obblighi quotidiani per un corpo in stato vegetale: il sondino per l'alimentazione, la persona che lava, quella che muove il corpo per evitare le piaghe, fino a chi "almeno due volte a settimana dove svuotare il tuo intestino". "Chi di voi - chiede Marino all'aula - vorrebbe sottoporsi a tutto questo senza avere alcuna percezione del mondo e senza una ragionevole speranza di recuperare l'integrità intellettiva? Io non lo vorrei, lo confesso. E se mi capitasse vi prego di tenere in considerazione di queste parole". Per la prima volta un testamento biologico entra a far parte degli atti del Senato. Una piccola vittoria nel nome di Eluana.
(1 agosto 2008)
Testamento biologico: presa di posizione del Presidente della SIMG Claudio Cricelli
"Il testo licenziato dal Senato attribuisce forti responsabilità al medico di fiducia della persona e della famiglia, cioè al medico di medicina generale, che vanno ben al di là dei compiti attuali. Non ci sottrarremo a queste nuove responsabilità, ma vogliamo che siano condivise perché aprono l'esigenza di un percorso straordinario di formazione professionale che non è stato ancora definito". Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG), commenta l'approvazione del disegno di legge sul testamento biologico da parte di Palazzo Madama, richiamando l'attenzione sulla necessità di avviare un percorso formativo. L'art. 7 del testo individua infatti nel medico di famiglia la persona che dovrà valutare le indicazioni manifestate dal paziente "in scienza e coscienza, in applicazione del principio dell'inviolabilità della vita umana e della tutela della salute, secondo i principi di precauzione, proporzionalità e prudenza".
L’appello ai parlamentari di Luciano Orsi, rianimatore, responsabile della rete di cure palliative di Crema
Il medico spiega a MicroMega perchè la legge in discussione avrà effetti molto pericolosi per i malati terminali